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SILVER: Hunt Short Squeeze?

  • 22 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 23 dic 2025

Cosa sta succedendo oggi sul silver.

È molto improbabile che l’attuale rally dell’argento sia legato a qualcosa di simile allo short squeeze orchestrato dai fratelli Hunt a fine anni ’70; la dinamica di mercato e la struttura regolamentare oggi sono completamente diverse.

  • Il prezzo dell’argento è intorno ai 69 dollari/oncia, vicino ai massimi storici, con un rialzo di oltre il 30% nell’ultimo mese e di oltre il 120% su base annua.

  • I driver citati oggi sono soprattutto: deficit strutturale tra domanda fisica/industriale e offerta, uso crescente in tecnologie verdi (solare, batterie) e funzione di copertura in fase di inflazione e incertezza macro.


Cosa fu lo “short squeeze” dei fratelli Hunt

  • I fratelli Hunt tentarono di cornerizzare il mercato dell’argento tra fine anni ’70 e inizio 1980 accumulando enormi quantità di fisico e futures (fino a circa 100–150 milioni di once), spingendo il prezzo fino a circa 50 dollari/oncia dell’epoca.

  • Il loro comportamento generò un short squeeze perché molti operatori erano corti e costretti a ricoprire a prezzi sempre più alti, finché le autorità e gli exchange cambiarono le regole (limiti di posizione, “liquidation only”), innescando poi il crollo noto come “Silver Thursday”.


 Perché oggi non è lo stesso film

  • Oggi non risulta l’esistenza di un singolo soggetto o di un piccolo gruppo che controlli una quota analoga del mercato come i Hunt; il rialzo è diffuso e legato a flussi globali (ETF, derivati, fisico) e a fondamentali di domanda/offerta.

  • Studi recenti sulla crisi del silver degli anni ’70–’80 mostrano che il periodo dei Hunt è più vicino a una speculazione estrema e a un tentativo di manipolazione, mentre l’attuale fase viene inquadrata come aggiustamento verso prezzi coerenti con fundamentals e deficit di offerta.



Quale “correlazione” può avere senso

  • Ha senso un paragone storico: in entrambe le fasi il prezzo corre molto più veloce dei fondamentali percepiti, generando rischio di overshooting, margini più alti e potenziali squeeze locali su chi è corto di derivati o coperture.

  • Non c’è però una correlazione causale diretta: lo squeeze dei Hunt appartiene a un’altra era regolamentare e di microstruttura; l’analogia utile oggi è solo come warning sul rischio di leva e di concentrazione delle posizioni quando la volatilità esplode.


Dati COT: net long / net short

  • Le posizioni speculative nette sull’argento (categoria non‑commercial / speculative) risultano attualmente nettamente long, con un valore intorno ai 34k contratti, in lieve aumento rispetto alla settimana precedente.

  • In varie analisi sul COT di fine 2025 si evidenzia che i money managed hanno aumentato l’esposizione long su argento in parallelo ai nuovi massimi dei prezzi, mentre l’esposizione short speculativa è presente ma non estremamente concentrata.


Commercial vs non‑commercial

  • I commercial (produttori, utilizzatori industriali, dealer fisici) sono tipicamente net short, perché usano il future per coprire inventari o produzione futura; questa situazione sembra confermata anche oggi, con coperture che crescono assieme al prezzo.

  • Gli speculatori (funds, CTA, money managed) sono net long, tendenzialmente momentum‑follower: comprano forza e vendono debolezza; quando la posizione netta lunga si gonfia vicino ai massimi di ciclo, aumenta il rischio di liquidazioni forzate se il prezzo gira. ​

Open interest su COMEX

  • I commenti recenti segnalano un aumento moderato dell’open interest sull’argento COMEX, compatibile con un coinvolgimento speculativo crescente ma non ancora da “euforia terminale”.

  • L’aumento dell’open interest insieme a prezzi in forte rialzo suggerisce flussi di nuove posizioni, non solo short covering: questo è più tipico di un trend rialzista alimentato da nuovi long che di uno squeeze puro su short esistenti.


Rischio di short squeeze oggi

  • Un vero short squeeze richiede:

    • short concentrati su pochi soggetti,

    • scarsità di sottostante o liquidità,

    • evento trigger (news/regole) che impedisce di coprirsi in modo ordinato.


      Oggi il quadro appare più quello di un trend long affollato che di short compressi al limite.

  • Il rischio principale a questi livelli è:

    • squeeze tattici su chi è corto di breve periodo (per esempio CTA trend‑follower contrari, market maker poco coperti),

    • ma, simmetricamente, rischio elevato di “long squeeze” se si innesca una correzione con presa di profitto massiccia da parte dei fondi molto esposti.


Come usarlo operativamente

  • Segnali di rischio squeeze sugli short:

    • aumento netto delle posizioni speculative corte mentre il prezzo continua a salire,

    • spike dell’open interest accompagnato da volatilità crescente,

    • backwardation accentuata sulla curva future (scadenze front che prezzano premio forte rispetto alle successive).

  • Oggi i dati puntano più a:

    • net long speculativi elevati,

    • open interest in crescita ma non esplosivo,

    • forte attenzione retail e asiatica.


    • Quindi scenario più da mercato “tirato” e vulnerabile a correzioni, con possibilità di squeeze locali sugli short intraday ma non (per ora) di crisi sistemica su chi è corto strutturalmente.


Un saluto

Luca

 
 
 

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